Nella seduta pomeridiana di martedì 4 agosto, il Cipess (il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) ha approvato l’aggiornamento del piano economico finanziario di Autostrade Alto Adriatico. Si tratta del primo Pef in Italia a ricevere il parere favorevole dall’organo governativo che pianifica e approva i grandi investimenti pubblici, in base al quadro normativo approvato di recente. Un risultato importante per tutti gli investimenti futuri che verranno stanziati fino al 2053 da Autostrade Alto Adriatico. Una tappa, a sua volta, imprescindibile ed essenziale per il completamento della terza corsia della autostrada A4 (Venezia-Trieste), in quanto – va ricordato – il quadro normativo che disciplina il settore autostradale non consente, di fatto, di effettuare investimenti, e quindi di appaltare lavori, se gli stessi non sono previsti nel piano economico finanziario (Pef) vigente della Concessionaria.
Nei dettagli, il Piano economico finanziario – il più grande presentato nella storia della Concessionaria, il primo istruito e approvato grazie all’impegno incessante del nuovo Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ing. Sergio Moschetti, in servizio da poco più di un anno, con il fondamentale apporto dell’Autorità di Regolazione e dei Trasporti, del Presidente Zaccheo e del suo team di dirigenti e collaboratori – prevede ben 1 miliardo 895 milioni di euro di investimenti per opere da eseguire nel periodo concessorio, principalmente relativi agli interventi programmati nel tratto della A4 tra San Donà di Piave e Villesse; tra questi quello di prossima realizzazione tra Portogruaro e San Donà di Piave, i cui lavori inizieranno tra fine 2026 e inizio 2027.
Il Pef tiene conto dell’incremento della spesa per investimenti per circa 600 milioni di euro a causa dell’aumento dei prezzi dei materiali da costruzioni, in particolare dalla seconda metà del 2021, quando fu sottoscritto l’ultimo aggiornamento del piano economico finanziario dell’Accordo di Cooperazione. A ciò si è aggiunta la necessità di prevedere – nell’arco dei prossimi 30 anni (quanto è la durata della concessione) – nuovi investimenti di manutenzione straordinaria per circa 370 milioni di euro per la ricostruzione delle opere d’arte più datate (cavalcavia e ponti) e per assicurare la condizione di sicurezza della rete.
Tra le altre opere da realizzare i 12 chilometri di terza corsia dal Nodo di Palmanova a Villesse; la ristrutturazione del casello del Lisert; l’ampliamento del casello di Portogruaro (in realizzazione) e il nuovo casello autostradale di Alvisopoli e di Bibione.
Nonostante i forti investimenti previsti (un miliardo nei prossimi 5 anni), il nuovo piano economico finanziario prevede pedaggi inalterati almeno fino al 2029, senza un euro di contributo dallo Stato. Un obiettivo ambizioso in quanto la Concessionaria autostradale è l’unica in Italia a non voler aumentare le tariffe per 11 anni consecutivi, nonostante l’inflazione registrata dal 2022.
L’iter burocratico, avviato a fine luglio 2024 (invio del documento di aggiornamento del Pef da parte di Autostrade Alto Adriatico) prevede ora altri due passaggi amministrativi chiave ovvero la sottoscrizione dell’atto aggiuntivo e l’emanazione del decreto interministeriale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, delle due Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e di Autostrade Alto Adriatico.